Concept

Le CPC, Comunità di Pratica di Coaching, presenti in Italia dal Marzo 2007 e nate da un’idea di Sheyla Rega, rappresentano un importante centro di scambio per coach esperti, offrendo spazi di dibattito permanente, formazione/informazione reciproca, networking tra colleghi, in cui condividere in fiducia le proprie esperienze professionali. In parallelo, le CPC si pongono l’obiettivo di individuare approcci, metodi e processi innovativi del coaching, per accrescere con continuità le competenze dei professionisti che ne fanno parte.

Le Comunità di Pratica di Coaching si ispirano ai lavori di E. Wenger¹, in particolare al testo “Communities of practice: learning, meaning, and identity. By Etienne Wenger, Cambridge University Press, 1998.”
“Le Comunità di Pratica sono gruppi di persone che condividono un interesse o una passione per qualcosa che fanno e insieme imparano a farlo meglio interagendo con regolarità”

I principi operativi delle CPC
Ogni CPC ha un Facilitatore del processo di gruppo
Condivisione: a turno, ognuno avrà modo di portare la sua esperienza agli altri
Apertura: non esiste un modo “giusto” di fare coaching; ognuno è aperto all’ascolto e all’esplorazione di altri modi di fare e vivere il coaching
Riservatezza dei contenuti esposti e condivisi in aula
Impegno: ogni partecipante si impegna a porre le basi per creare un clima di totale fiducia (privacy, non giudizio, reciproca conoscenza, partecipazione attiva, ….)
Divertimento! Partecipare alla CPC è piacevole ed interessante!

Chi può partecipare?
Possono partecipare professionisti che abbiano concluso almeno un percorso formativo di coaching e ne abbiano maturato esperienza per almeno due anni, di provenienza aziendale, counselling, formazione, consulenza.

Di cosa si parla?
Ad ogni incontro vengono trattati temi formativi/informativi scelti dai partecipanti, vengono condivisi casi complessi, ci sono occasioni di approfondimento su argomenti di comune interesse.
In particolare, alcune attività ricorrenti sono:
Train the coach: i partecipanti trasferiscono ai colleghi le metodologie e gli strumenti che utilizzano nella loro pratica di coaching;
Mentoring: i partecipanti sono a disposizione per dare un supporto, un aiuto, un consiglio, su attività e progetti in corso dei colleghi;
Coach the coach: momenti di supervisione di gruppo su casi difficili di coaching sperimentati con i propri clienti;
Tavole rotonde aperte e costruttive su specifiche tematiche di coaching;
Ricerca e indagine su temi di approfondimento ed aspetti del coaching.

Quale impegno di tempo?
Si tratta di devolvere alla nostra formazione reciproca una giornata ogni 2 mesi circa, per un totale di 5 giornate all’anno. E’ previsto inoltre un evento annuale nazionale tra tutte le CPC della durata di 2 giorni. Il calendario viene concordato a inizio anno solare: occorre solo la disciplina di voler mantenere l’impegno.

Quanto costa?
Ogni CPC fissa un costo annuale, comprensivo dell’affitto delle sale per tutti gli incontri e delle spese accessorie.

Conclusione
Le nostre diversità e le nostre unicità, fanno di noi un perfetto materiale compatibile e di ineguagliabile valore formativo. Vuoi essere dei nostri? Abbiamo casi da condividere, strumenti da proporre, conoscenze da scambiare. Porta la tua volontà di “metterti in gioco” e contatta il referente della CPC a cui vorresti iscriverti.
La nostra speranza, per far sì che la professione del Coach acquisisca standard qualitativi sempre più elevati, è quella di vedere allargarsi ciò che oggi è diventato un vero e proprio network di professionisti del Coaching sviluppatosi in modo volontario e indipendente, al di là della classica competizione tra colleghi. Ecco perché il principio fondante delle Comunità di Pratica di Coaching è identificato nel motto “condividere per crescere”.

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¹Etienne Wenger ha coniato per prima il termine “Comunità di Pratica”, portandoci ad applicare uno degli strumenti più efficaci per l’apprendimento collettivo. www.ewenger.com